Massimo Sirelli e l'infinito cerchio dei graffiti

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Massimo Sirelli è artista e creative director: curioso, eclettico e poliedrico. I suoi lavori vengono pubblicati su alcuni dei più importanti libri di grafica al mondo. È noto principalmente per la sua iniziativa Adotta un Robot, la prima casa di adozione di Robot da compagnia al mondo.

La ricerca artistica nel mondo del upcycling, unita alla passione per i Robot e per gli oggetti comuni, porta l’artista a vedere in loro una vita fantastica. “Ho riscoperto il gioco in età adulta e ho capito che poteva esser divertente giocare in maniera consapevole.” Per avere uno dei Robot di Sirelli, basta inviare una richiesta di adozione, spiegando la motivazione di adozione. Avere un Robot non è solo un fattore economico, ma un fattore di cuore. Ogni Robot presente sul sito, si presenta con una sua personale biografia. Un scheda di presentazione fantasiosa scritta da Sirelli, dove attraverso giochi di parole, pezzi di storia vera ed inventata gli oggetti sembrano prendere vita.

Tutto, però ebbe inizio dall’esperienza di Massimo Sirelli con i graffiti iniziata nel ’95 che è stata talmente forte da essere diventata un cerchio, che a distanza di 20 anni non si è mai chiuso.

“È un seme che continua a dare frutti nonostante siano passati più di 20 anni – ci racconta Massimo - magari non ho più quell’attitudine da Writer che avevo negli anni ’90, quelladello scendere in strada a scrivere, ma durante la recente Design Week ho partecipato all’evento organizzato da Dolly Noire e Red Bull e ho graffittato, e tutto questo deriva dalla mia esperienza in strada”.

Come si è evoluta negli anni l’ispirazione per la tua arte?

“Io sono estremamente curioso e ho una grande necessità di cambiare strumenti e linguaggi, non sono mai stato specificatamente un Writer, un illustratore, un artista o un art director, ho sempre fatto tutto in modo trasversale e questa la maniera che più mi soddisfa e completa. Magari è difficile da comunicare e da capire perché sa un po’ di tuttologo, però è quello che mi rappresenta maggiormente, perché riesco a influenzare attraverso una disciplina l’altra e viceversa”.

Tu sei famosissimo per i robot, come è nata questa idea?

“I robot hanno ricevuto pubblicazioni importantissime, stampa, tv, radio, ma la cosa più importante è che sono entrati nel cuore della gente, che vale molto di più delle interviste. Anche il progetto di Adotta un Robot è una delle mie tante sfaccettature, ritorna la mia passione per la comunicazione, per lo story telling, per la scrittura creativa e per la creazione di artefatto, quindi il creare un oggetto artistico; tutte competenze che ho messo insieme e che mi hanno dato la possibilità di esprimere a tutto tondo chi sono. Nei robot c’è tutto di me, anche i graffiti, perché sono fatti da materiali di recupero, un po’ grezzi, che trovano la loro spiegazione nel mio background da Writer. Ci sono tantissimi pezzi che arrivano da depositi ferroviari e forse questa completezza di linguaggi che ho convogliato in un unico progetto è il grosso goal. Il 7 giugno inauguro una mostra importantissima al museo Marca di Catanzaro in cui Dolly Noire sarà nostro partner e per l’occasione faremo uscire una t-shirt con i miei pittogrammi dei robot”.

C’è un’opera alla quale sei legato in modo particolare?

“Tutto quello che faccio mi resta nel cuore perché lo faccio con una passione e una vocazione molto forte, però le opere giganti sono quelle cose che forse non avrei mai immaginato di fare. Ho realizzato un robot alto 10 metri con le casse della frutta e ad oggi quello è la cosa più importante che abbia fatto finora, nel senso, magari un altro robot lo faccio, un altro muro idem, ma le condizioni che hanno permesso di creare un robot con le casse della frutta, usate come se fossero dei Lego è più raro e resta una volta sola”.

Tu riesci a definirti, quando ti chiedono che lavoro fai, cosa rispondi?

“È difficile perché non mi piacciono le definizioni di ruolo, di solito rispondo mi occupo di creatività, perché io penso di non essere un bravo artista, penso di avere delle buone idee. Non posso definirmi un bravo Writer, i bravi Writer sono altri, non sono un bravo pittore, né un bravo scultore, però credo di avere una grande sensibilità e ispirazione creativa”.

Quando hai conosciuto Dolly Noire?

“Ci siamo incrociati alla fine del 2014 in occasione di una mia intervista per La F e Double S mi citò il brand e mi propose di mettere qualcosa di loro. L’idea mi è piaciuta subito e indossai alcuni dei loro capi e da allora siamo sempre rimasti in contatto, siamo diventati amici, il nostro rapporto è molto diverso dal mero scambio di t-shirt, in questo momento indosso una loro maglietta e lo faccio perché mi piace, sposo lo spirito, l’intraprendenza e riconosco il genio dei ragazzi”.

Cosa significa per te Stay Brave?

“In qualche modo anche io mio percorso, avrei potuto mettere da parte le mie passioni e seguire una strada più canonica, ma volevo essere felice e fare qualcosa in cui potevo esprimermi e ho scelto di essere coraggioso, di provarci e di farcela”.

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