Samuel Pescuma e l'arte di raccontare il mondo attraverso una telecamera

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Oggi parliamo di arte in un modo un po' particolare, quello che vi presentiamo non è un artista nel significato canonico del termine, ovvero non è un writer, un illustratore o un disegnatore, ma è comunque un artista. Sono tante le forme d'arte e i talenti nei quali noi di crediamo e di cui ci piace circondarci, l'arte di Samuel Pescuma, il ragazzo di cui oggi vi parliamo, è quella del videomaking. Lui è il nostro videomaker ufficiale, la maggior parte dei video e degli spot che hanno contribuito a rendere forte e d'impatto il nostro brand sono stati realizzati da Samuel. Lui è con noi dall'inizio, da quando abbiamo mosso i nostri primi passi e di passi insieme ne abbiamo fatti tanti.

Da quanto tempo lavori come videomaker?

"Lavoro come videomaker da 7 anni. Il mio primo amore fù però la fotografia. Fin da piccolissimo avevo il desiderio di voler catturare il momento, cogliere l'attimo. Mi affascinava l'idea di poter fermare il tempo con la macchina fotografica.
I miei genitori mi supportarono, in quello che all'epoca era solo un "hobby", procurandomi sempre una macchina fotografica usa e getta nuova non appena quella vecchia terminava il rullino. Fortunatamente con l'avvento delle fotocamere digitali tutto divenne più immediato.
Comprai la mia prima reflex con i soldi delle mance di Natale e da lì iniziai a fare qualche lavoretto per comprarmi il resto dell'attrezzatura.
Dolly Noire arrivò dopo i primi anni di gavetta come fotografo e videomaker nei principali locali dell'hinterland milanese, dopo ancora, molte altre aziende, che mi scelsero per le loro produzioni foto e video.
Inevitabilmente influenzato dal mondo street iniziai a collaborare con molti dei principali artisti della scena rap italiana, occupandomi della realizzazione di videoclip musicali, shooting fotografici e non solo.
Oggi posso dire di aver imparato tantissime cose con la consapevolezza e l'entusiasmo di averne ancora molte altre da imparare".

Quale pensi sia la peculiarità del tuo lavoro?

"La peculiarità del mio lavoro penso che sià il fatto di essere un perfezionista cronico nelle mie produzioni. Quando giro ed edito un video mi assicuro sempre che sia tutto realizzato al meglio, nel minimo dettaglio. Sono dell'idea che le cose vanno fatte bene oppure è meglio non farle proprio.
Allo stesso modo anche la mia capacità di adattarmi alle situazioni e trovare la soluzione migliore ad eventuali problemi o complicazioni che si possono presentare in fase di ripresa sul set o in post produzione. 
Portare prodotti di qualità ai miei clienti, al pari e a volte al di sopra delle mie potenzialità, è sempre stato il mio principale obiettivo".

C'è un video o un'esperienza a cui sei più legato?

"Penso che il mio ultimo viaggio di lavoro a Londra sia stata una vera avventura "in pieno stile Dolly Noire". I ragazzi decisero di mandarmi lì in giornata per girare 2 spot pubblicitari di 2 prodotti che erano il Wool BomberReflective Coach. SENZA aver scritto uno story board, SENZA aver visitato le location, SENZA aver provinato le comparse e con solo UNA giornata a disposizione per le riprese mi imbarcai a Linate alle 7 di mattina per atterrare a Gatwick per le 9. Il mio volo di ritorno era previsto alle 19. Ovvero 10 ore dopo il mio arrivo. Una volta in città incontro Jofetto, il mio contatto Londinese, che mi avvisa che le comparse non sarebbero arrivate prima delle 14... Questo significava che i tempi di ripresa, che già avevo preventivato sarebbero stati molto corti si erano appena dimezzati. Questo imprevisto però mi diede la possibilità di effettuare un sopraluogo delle location e decidere quali usare e quali scartare. Una volta arrivati i ragazzi iniziammo le riprese cercando di ottimizzare quanto più possibile i tempi. Alla fine andò tutto bene ma terminammo alle ore 18 e ci trovavamo sotto il Big Ben, il che significava che avevo meno di un'ora per attraversare Londra e raggiungere l'aereoporto di Gatwick. Nonostante abbia letteralmente corso anche attraverso i controlli del terminal arrivai in ritardo... Per scoprire che anche il mio volo era in ritardo di 1 ora e mezza... PER FORTUNA!
Il risultato di quella giornata di riprese lo potete vedere qui sotto".

Come e quando ti sei avvicinato a Dolly Noire?

"Mi sono avvicinato a Dolly Noire nel 2014, l'azienda iniziava a fare i primi passi e i ragazzi cercavano una figura che li aiutasse a comunicare il loro brand al mondo.
Ricordo che alla prima riunione era presente tutto il team (all'epoca composto solo da Ale, Dani, Gio e Fede). Alla fine dell'incontro mi lasciarono uno dei loro Snapback e carta bianca sul primo video che avrei dovuto realizzare. Ovviamente voleva essere un test per dimostrare le mie capacità.
Dopo neanche 24 ore registrai, montai e consegnai il video a Daniele che entusiasta per la qualità del filmato e per la velocità in cui ero riuscito a realizzarlo mi richiamò subito in ufficio per affidarmene un altro.
Da allora sono passati 4 anni e ad ogni video o shooting fotografico che realizziamo cerchiamo di andare sempre un gradino sopra al precedente".

Com'è cambiato il lavoro da quando hai iniziato ad oggi?

"Ho notato sicuramente un interesse maggiore da parte di tutti nel praticare un mestiere legato al mondo visual. Penso che sia una conseguenza obbligata dello sviluppo della società e dell'affermazione dei social network, che hanno portato questo lavoro su un nuovo livello. Invogliando le persone a realizzare foto e video per poter vivere nella comunity. Prendiamo Instagram come esempio: il social network più popolare legato a questo settore. Avendo una piattaforma dedicata gli utenti sono invogliati a creare dei contenuti fotografici da condividere con i propri amici. Questo ha permesso a molte più persone, rispetto a quando ho iniziato io, di avvicinarsi e di appasionarsi alla fotografia e sopratutto di sperimentare. Sia Facebook che Instagram sono diventati strumenti che permettono di farsi conoscere attraverso dei contenuti visivi. Non a caso molte più aziende adesso preferiscono pubblicizzare il loro business tramite video o foto sui social media preferendoli anche alla televisione".

Quale pensi sia il punto di forza del brand?

"Per me il punto di forza del brand è sicuramente l'aver trasformato lo stereotipo di "pecora nera", non più derisa perchè diversa dalle altre ma invidiata da tutti perchè unica nel suo genere e coraggiosa nel distinguersi dalle masse. Sono stati in grado di rendere un punto di forza quello che comunemente viene considerato uno svantaggio".

Cosa significa per te Stay Brave?

"Per me Stay Brave significa avere coraggio di andare avanti in qualsiasi situazione, cogliere un insegnamento da ogni esperienza, sia positiva che negativa. Credere nelle proprie idee e fare di tutto per andare avanti senza mai fermarsi, continuando a porsi nuovi obiettivi ogni giorno. Come fanno da ben 14 anni i ragazzi di Dolly Noire".  
 

Art Dlynr Dolly Noire

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