5 film sullo sport da vedere almeno una volta

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Il cinema ha sempre trovato nello sport una inesauribile fonte di ispirazione. Abbiamo scelto cinque film che rappresentano in maniera vincente l'accoppiata pellicola/competizione.

Lo sport, più di ogni altro ambiente, è perfetto per ricavarne un film. Ogni sport ha già in se tutti gli elementi necessari. La sfida con gli altri e con se stessi, la capacità di reagire alle sconfitte, alle cadute, la necessità di far fatica per raggiungere i propri traguardi. Eppure una disciplina sportiva di per se non basta quasi mai come elemento a se stante per costruirci sopra una pellicola. Spesso le storie dei protagonisti si intrecciano con i loro ambienti di provenienza, con la realtà storica, sociale e politica in cui vivono, con le loro storie e problematiche personali. Sono tanti i titoli che si potrebbero suggerire. Ne abbiamo scelti cinque, seguendo un criterio meramente personale. Sappiamo che molte bellissime opere sono state escluse da questa lista, ma ci sentiamo di garantire per ogni film che troverete qui sotto. A partire da...

ROCKY

Il mondo del pugilato ha da sempre rappresentato un'ambientazione privilegiata per i registi. Il dolore, la fatica fisica, la sfida individuale con se stessi prima che con l'avversario. E, tra i tanti film che raccontano questo mondo, la scelta di Rocky è quasi obbligata. Non solo perchè è diventato uno dei (se non IL) classico di questo settore, ma anche perchè racconta una storia di rivalsa, la storia di un'impresa che, se pur impossibile, non frena la determinazione del protagonista, anzi lo spinge a tirare fori da se risorse inimmaginabili. Nel film, Rocky è un pugile ormai trentenne che non è mai riuscito a sfondare e la cui carriera sembra indirizzata su un binario morto. Improvvisamente, e 1quasi per caso, gli viene offerta l’opportunità di sfidare Apollo Creed, campione del mondo dei pesi massimi. Nonostante si tratti di un incontro d’esibizione, il cui esito è scontato a favore del campione, Rocky si allena forsennatamente e riesce ad impegnare duramente l’avversario. Alla fine perde ai punti, ma la sua vita non sarà più la stessa. 

VELOCE COME IL VENTO

Giulia è una pilota giovanissima, in gara per il Campionato Italiano GT. E no, questo non è uno scontato film sul binomio pieno di preconcetti donne e motori. La parola chiave del fil è famiglia. La passione per i motori scorre da sempre nelle vene di Giulia. Viene da generazioni di campioni di corse automobilistiche. Anche ha un talento eccezionale, che sfrutta sotto la guida del padre Mario. Ma un giorno tutto cambia e Giulia si trova a dover affrontare da sola la pista e la vita. A complicare la situazione il ritorno inaspettato del fratello Loris, ex pilota ormai totalmente inaffidabile, ma dotato di uno straordinario sesto senso per la guida. Saranno obbligati a lavorare insieme, in un susseguirsi di adrenalina ed emozioni che gli farà scoprire quanto sia difficile e importante provare ad essere una famiglia. Un film totalmente italiano, di una bellezza difficile da immaginare.

OGNI MALEDETTA DOMENICA

Oliver Stone si cimenta in un difficile e ambizioso film su una squadra di football americano, i Miami Sharks, e le sfide che questa deve affrontare in un'annata particolarmente difficile. Centrale e fondamentale per la reazione del team la presenza della figura di Tony D'Amato, vecchio coach stimato nell'ambiente ma che ormai non gode più della stima della sua dirigenza. Sarà lui, interpretato da Al Pacino, a regalare la scena più memorabile del film, il discorso alla squadra prima della sfida decisiva. "Possiamo scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta" recita un passaggio di quel lungo monologo, destinato a restare nella storia del cinema, e non solo di quello di genere. 

RUSH

Siamo in Formula 1, sono gli anni settanta, e questo è un film su due storie. Quella di Niki Lauda, pilota calcolatore, preciso, ordinato e meticoloso nel suo lavoro, e quella di James Hunt, il rivale agli antipodi, spaccone e sregolato con una gran voglia di godersi la vita. È una sfida aspra, che passa attraverso grandi sofferenze, spaventosi incidenti. Una sfida che, nel suo svolgersi, insegna ai due piloti ad affrontare la vita, seppur in maniera diametralmente opposta. È il racconto di due persone che si migliorano prendendo il rivale come punto di riferimento, rispettandolo. È la storia di due piloti che imparano a vincere, ma anche, e forse soprattutto, a perdere, a fare scelte difficili, guidati ognuno dalle proprie priorità. Non è facile girare un film del genere, in un ambiente così particolare e a così tanti anni di distanza dai fatti narrati. Ron Howard ci riesce egregiamente. 

 INVICTUS

È un film sul rugby, ma non è affatto un film sul rugby. In un Sudafrica in cui il regime dell'apartheid è finalmente caduto, per riappacificare gli animi c'è bisogno, secondo Nelson Mandela, di un evento sportivo che unisca il popolo. La Coppa del Mondo di Rugby del 1995 sarà la svolta per il paese. Un film che, tenendo un buon ritmo, dipinge nitidamente la figura gigante dell'uomo che ha guidato il suo paese in una storica svolta anti razzista pur non cadendo mai nella tentazione di farne un personaggio, un'icona irreale. Un film in grado di sottolineare in maniera decisa quanto un particolare momento storico possa influire su un evento sportivo e viceversa. In Italia lo sappiamo bene, quando ci sono i mondiali tutto il resto sparisce. Sempre che si riesca ad andarci, ai mondiali...

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  • Suggerisco come sesto film, in perfetto tema con la collezione Invictus, il più bel film di hockey su ghiaccio:

    “MIRACLE” (2004)
    Racconta la straordinaria partita delle Olimpiadi invernali del 1980 a Lake Placid. Durante la Guerra fredda lo sport, e in particolare l’hockey su ghiaccio, era diventato un modo per imporre la propria autorità e potenza sull’avversario.
    Usa e Unione sovietica.
    Era tutta una questione di nervi, strategia, complotti..
    Alla fine della partita la squadra di Herb Brooks (Kurt Russell) avrebbe vinto per 4-3, battendo il record dei sovietici che avevano vinto le precedenti quattro edizioni: do you believe in miracles? Yes!

    Emanuele on

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