Ensi ci porta ad Amsterdam

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Il viaggio ad Amsterdam per realizzare lo shooting della collezione Invictus diventa l'occasione perfetta per raccontare la cittá olandese attraverso gli occhi di Ensi, cicerone eccezionale per una cittá unica al mondo.

“Ero giá andato un paio di volte con combriccole di amici, a fare il tour dei coffee shop”: poteva iniziare diversamente una chiacchierata riguardo Amsterdam, se il mio interlocutore ha appeso alle pareti di casa un disco d’oro per una traccia intitolata “4 e 20”, realizzata con Gemitaiz e Madman?

I conoscitori della scena rap italiana avranno capito al volo di chi sto parlando: Dolly Noire ha infatti accompagnato ad Amsterdam Ensi, in occasione della realizzazione dello shooting per il lookbook della collezione Invictus.

“Abbiamo fatto cose che non avevo mai fatto prima ad Amsterdam, una città che in parte conosco” mi dice sorridendo, riferendosi alla frase di prima, “è stata un’occasione per vedere la città sia di giorno che di notte, a piedi, visitando anche luoghi che difficilmente un turista visiterebbe normalmente”. Ensi si riferisce alla zona portuale dell'NDSM Wharf, un territorio che ha subito un’importante opera di riqualificazione urbana e che le autorità hanno destinato ad un uso sostanzialmente artistico. Gli ampi spazi e le murate che riempiono la zona sono infatti tappezzate di opere di writer di fama nazionale e internazionale, che giungono quindi dall’Olanda stessa o dagli angoli più remoti del mondo per far sì che la propria arte possa essere ammirata e immortalata da appassionati, fotografi e turisti abbastanza coraggiosi da spingersi oltre le mete più classiche del turismo made in Amsterdam. A completare la vista unica fornita dall'NDSM Wharf ci pensa il Faralda Hotel: si tratta di una struttura ricettiva unica al mondo, un hotel dotato di due sole suite costruito all'interno di una gigantesca gru, che svetta imperiosa su tutto il panorama portuale della zona.

“Visitare la parte più nuova della città mi ha portato invece in una giungla di grattacieli e palazzi dal design futuristico e assurdo” continua Ensi, “tra i quali si stagliano anche musei che contengono arte proveniente letteralmente da ovunque”; uno dei tratti peculiari di Amsterdam è senza dubbio la capacità di unire passato, presente e futuro in maniera armonica, equilibrata, lasciando il giusto spazio a ciascun aspetto della città. Una città che riesce a rimanere equilibrata e incredibilmente bilanciata nonostante quelle che all’apparenza sembrerebbero mille contraddizioni interne: l’arte e la storia finiscono per attirare tanto quanto lo svago a luci rosse o da “pollice verde”, eppure nessun aspetto prevarica sull’altro, tutto convive con una naturalezza per noi difficile (se non impossibile) da comprendere del tutto.

“Se penso a fare un confronto tra una città moderna come Milano e Amsterdam, le differenze sono tantissime, penso non sia neanche possibile confrontarle come realtà”, mi risponde Ensi quando gli chiedo se sia possibile paragonare la città dove vive e la capitale olandese, “anche se effettivamente l’Italia è imparagonabile con praticamente tutto il Nord Europa”. L’efficienza della macchina statale olandese è impressionante, sotto tantissimi punti di vista: dalla qualità dei servizi offerti all’ordine, dalla puntualità alla precisione con cui la città si muove, tutto si rivela incredibilmente fluido e funzionale, rendendo il soggiorno agevole. La qualità della vita si presenta, insomma, di tutt’altro tipo. “Qualcuno potrebbe dire che Amsterdam si sviluppa un po’ «alla Venezia», sui canali, però in realtà anche in questo caso il paragone sarebbe tirato” sostiene Ensi, “a questo punto diciamo che assomiglia anche a dove abito io a Milano, vicino al naviglio  Martesana, anche qui abbiamo spesso il cielo grigio” puntualizza sorridendo. La forza attrattiva di Amsterdam come una sorta di enorme parco divertimenti è stata però sfruttata in maniera intelligente dal paese, fino a dar via ad un impero economico che non si basa solo ed esclusivamente sul turismo ludico, ma che ha potenziato il turismo culturale e quello paesaggistico fino a raggiungere livelli altissimi. La città è a tutti gli effetti il cuore pulsante dell’economia olandese.

“Tra i miei must personali ad Amsterdam, i posti da visitare assolutamente la prima volta che si arriva lì, c’è sicuramente tutta la zona della città vecchia” mi racconta il rapper torinese, “che è senza dubbio la zona più caratteristica, tra il red light district, i coffee shop e l’architettura tipica”. Nel ribadirmi l’incredibile fascino della zona portuale recuperata, di cui mi ha parlato in apertura, Ensi aggiunge che “anche le periferie ad Amsterdam sono un posto da visitare, non tanto perché saltano all’occhio, ma perché sono la migliore testimonianza di quanto le cose funzionino in Olanda. Non ti danno il senso di periferia che magari possiamo trovare da noi, non sono costituite da distese di «blocks», di palazzoni. Sono più ordinate, più eleganti. “Se potessi poi tornerei subito al Damp Kring: si tratta di uno dei coffee shop più tipici di Amsterdam. Ha una sua etichetta molto rigida, devi toglierti il cappello all’ingresso, e nel locale trovi un gatto che fondamentalmente è il padrone dello shop. Hanno delle qualità incredibili, ma è soprattutto l’atmosfera a renderlo un vero must”. Beh, direi che in questo caso la parola di un esperto come Ensi valga più di un milione di recensioni su TripAdvisor, giusto?

“L’equilibrio è ciò che mi ha veramente stregato di Amsterdam”, mi dice Ensi in chiusura, “la capacità unica della città di essere al contempo un incredibile paese dei balocchi e un’efficientissima città, all’avanguardia sotto ogni punto di vista. Tutto funziona, le risorse sono sfruttate in maniera intelligente e, soprattutto, viene dato tantissimo spazio all’arte in ogni sua forma”. A me è venuta voglia di salire sul primo volo diretto ad Amsterdam. a voi no?

Amsterdam Dlynr Dolly Noire Ensi Invictus

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