Dolly Noire Run: intervista a Gamindo, sviluppatori del primo gioco firmato Dolly Noire

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Intervista a Nicolò Santin, Chief Executive Officer di Gamindo, la realtà che ha creato Dolly Noire Run e molti altri giochi per dispositivi mobili

 

Chi di voi ha già tentato, magari poi invano, di frantumare l’ultimo record su Dolly Noire Run? Il primo videogioco targato Dolly Noire ha riscosso un grande successo tra gli appassionati, portando il brand a sbarcare per la prima volta in maniera consistente nel mondo del gaming. Dietro l’iniziativa, che accompagna il terzo drop della collezione SS 2020 Elysium – della quale ovviamente riprende l’immaginario estetico e visivo -, si cela anche e soprattutto il lavoro di Gamindo, la software house che ha sviluppato il gioco. Si tratta di un’azienda giovane, che condivide i valori di fondo di Dolly Noire, figlia dell’iniziativa di due amici. “Gamindo nasce dalla mia tesi di laurea”, racconta Nicolò, uno dei fondatori dell’azienda, “un paio di anni fa. L’idea alla base del progetto è quella di permettere alle persone di fare donazioni semplicemente giocando ai videogiochi, ma ovviamente l’ho sviluppata un po’ di più nella tesi, per circa 700 pagine”, aggiunge sorridendo. Nicolò ha però capito presto che non sarebbe riuscito a dar vita alla sua idea da solo, e da quel punto di vista l’incontro con Matteo – l’altro fondatore di Gamindo – è stato fondamentale. “Era un ingegnere aerospaziale, ha abbandonato il suo lavoro per investire tutto sul progetto.”

L’idea alla base di Gamindo è tanto semplice quanto rivoluzionare: permettere a chiunque di fare donazioni di beneficienza, giocando al cellulare. Si tratta di un app scaricabile da tutti gli store digitali, e include un ampio range di giochi. “Siamo noi a sviluppare i software dei singoli giochi, mentre dall’alto lato l’azienda stanzia un budget per le donazioni: a ciascuna partita corrisponde una donazione da parte dell’azienda.” I giochi sono ora condivisibili anche via social – come nel caso di Dolly Noire Run, scaricabile dal profilo Instagram -, e si sono rivelati una soluzione vincente per tutte le parti coinvolte. Soprattutto, però, per gli enti beneficiari delle donazioni: in una situazione critica come quella attuale, il sostegno di chiunque – a prescindere dalla cifra – si rivela fondamentale, e grazie a Gamindo aziende e utenti riescono a unire gli sforzi per dare il proprio contributo.

“Ho conosciuto Dolly ancora ai tempi di Shark Tank, ma nel nostro team diverse persone sono appassionate del brand”, spiega Nicolò, “è stata una sinergia quasi spontanea”. Sì, perché la proposta di Gamindo è arrivata come un biglietto da visita, in maniera informale: “ho scritto a Dolly per raccontargli di noi e proporgli di fare qualcosa insieme. Da lì abbiamo iniziato a riflettere su cosa sviluppare e come farlo. Una volta scelta la tipologia di gioco, il resto è venuto quasi da sé”. Dolly Noire Run è poi doppiamente legato alle tematiche sociali, perché – oltre alle donazioni raccolte – cerca di sensibilizzare la community sul tema dell’ambiente, del riciclo e dell’attenzione allo spreco. “Mettere insieme questi elementi è stata una bella sfida”, ammette Nicolò, “ma è stata una bellissima opportunità di trasmettere un messaggio importante. I videogiochi, grazie al loro alto tasso di coinvolgimento, sono una degli strumenti migliori per sensibilizzare le persone”. Dolly Noire non ha infatti paura di “sporcarsi le mani”: la scelta di inserire dei rifiuti all’interno di un videogioco – fortemente legato all’immagine del brand – è una scelta consapevole, una presa di posizione decisa, che testimonia chiaramente l’impegno assunto.

“La community di Dolly si è dimostrata incredibile, fin da subito”: più di 80.000 utenti hanno infatti partecipato all’iniziativa, giocando più e più volte. “La gente entra incuriosita, ma poi rimane affascinata dal gioco: hanno percorso più di 7 milioni di metri in game!”. C’è molto entusiasmo nelle parole di Nicolò, entusiasmo che permea ogni centimetro della superficie Gamindo: una realtà giovane, che non ha paura delle sfide, e che cresce di giorno in giorno, di partita in partita. I suoi due fondatori fanno parte della Forbes List 2020 dei 100 under 30 da tenere d’occhio. “Ce ne eravamo già accorti con Montemagno (per cui Gamindo ha sviluppato un gioco, ndr), Dolly ci ha dato una conferma importante”, continua Nicolò, “ossia che la vera forza di un brand – azienda o persona che sia – risiede nella sua community. E quella di Dolly è veramente attivissima, i numeri sulla piattaforma non mentono”.

“Sempre più aziende, in questo assurdo periodo di quarantena, vogliono offrire delle esperienze uniche a chi è a casa. Ecco perché ci stanno arrivando moltissime richieste.” Gamindo ha alle spalle una decina di progetti; era una realtà già fortemente in crescita, ma la situazione attuale ha avuto, come effetto collaterale, quello di spingerla ulteriormente. “Era già evidente anche prima del virus, che però a sua volta sta avendo un impatto: il mondo del gaming in Italia sta esplodendo” risponde Nicolò, quando si parla degli sviluppi del mercato videoludico nel paese. “Si tratta di un business che, a livello mondiale, muove più soldi di musica e cinema messi insieme”, continua, “con più di due miliardi di giocatori nel mondo, più di venti milioni solo in Italia, con un’età media dei giocatori di trent’anni circa”. Un mercato enorme, con punte di diamante sotto gli occhi di tutti – League of Legends, Call of Duty, Fortnite -, ormai vere e proprie piattaforme per iniziative crossmediali – lo stesso Fortnite con Travis Scott -, che però in Italia ha ancora qualcosa da dimostrare. “Secondo me siamo ancora un po’ indietro, non dico rispetto alle superpotenze americane o asiatiche, ma anche in Europa Francia, Germania e paesi del nord, beh, corrono più veloci di noi”. Non lo dice però con rammarico, quanto più con la consapevolezza che c’è un mercato ancora da costruire, nel quale Gamindo può ritagliarsi un ruolo sempre più importante.

Sparsi letteralmente in tutt’Italia, i ragazzi del team di Gamindo continuano a lavorare, attuando il tanto chiacchierato smart working, che per loro è la realtà di tutti i giorni, da ben prima della quarantena. Mentre le persone sono a casa e possono passare il tempo grazie a Dolly Noire Run e a tutte le loro creazioni, loro sono immersi nella programmazione. “L’unica volta che ci siamo riuniti è stato per mangiare una carbonara a Roma”, dice ridendo Nicolò, “siamo sparsi dal nord al sud del paese”. Sperando di poter tornare a mangiare carbonara a Roma e, perché no, piatti tipici in giro per l’Italia, ammirando le bellezze del nostro paese, Dolly Noire Run e i giochi Gamindo sono disponibili qui: cercate di battere ogni record mentre siete a casa!

 

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