Fabrizio Smallone: l'arte del basket freestyle

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Il nostro primo capitolo sui talenti legati al mondo dello sport è dedicato al basket freestyle e nello specifico all’enorme talento di Fabrizio Smallone. Siamo sempre stati vicino e abbiamo sempre supportato ogni forma di talento, ma essendo il nostro un brand prettamente streetwear, abbiamo nel corso degli anni incrociato la nostra strada con quella di diverse discipline appartenenti all’immenso mondo street, del quale il basket freestyle è sicuramente una delle più importanti e affascinanti.

Fabrizio Smallone ha trascorso più di metà della sua vita on stage e “giocando” con i palloni da basket, ha iniziato ad esibirsi all’età di 13 anni quando la Da Move Crew, la crew di cui tutt’ora fa parte, comincia a scrivere la storia del basket freestyle. Oltre ai riconoscimenti sportivi ottenuti, come la top 8 KES International Battle in Russia nel 2013 e la medaglia d’oro conseguita nel primo contest italiano di basket freestyle nel 2004, Fabrizio ha partecipato a diversi show televisivi, dalla conduzione di una top 10 su MTV fino al palco di Zelig e a tantissimi tour internazionali, che hanno contribuito a renderlo la punta di diamante della sua crew. Talento, ore di duro allenamento, la voglia di spingersi sempre oltre e di superare i propri limiti fanno di Fabrizio Smallone il più grande talento italiano nella disciplina del basket freestyle.

 

“Faccio basket freestyle praticamente da più di metà della mia vita”, inizia a raccontarci Fabrizio, “e condivido questa passione con il resto del mio gruppo, la mia crew, i Da Move, che conosco fin dagli inizi del mio percorso e che in realtà sono stati il motivo per cui ho cominciato a fare basket freestyle. Io arrivo dal basket giocato, ero un chemperino a uno dei chemp di basket nel quale i Da Move erano ospiti, lì ho conosciuto i fondatori del gruppo Lorenzo e Fabio, ho scoperto il freestyle, mi sono appassionato a questa disciplina, man mano che passava il tempo, io continuavo ad allenarmi, prima da solo e poi con loro e poi ho iniziato a fare i primi show con loro e a inserirmi sempre più stabilmente nel gruppo. Oggi sono a tutti gli effetti una delle colonne portanti della crew, sono uno dei più attivi del gruppo e giro facendo show e trick di freestyle un po’ dappertutto, sia in Europa che nel resto del mondo”.

Cosa differenzia il basket giocato dal freestyle?

“Come in tutti gli sport freestyle, anche nel basket freestyle non ci sono né regole, né limiti, ogni trick, ogni move, qualunque cosa in generale è concessa e questa caratteristica è fonte di grande divertimento per i più creativi che con il pallone in mano non si fermano mai alla regola del basket tradizionale, ma vogliono fare sempre di più. Questo aspetto è sempre stato uno dei tratti distintivi della nostra crew, ovvero il non volerci mai fermare una volta raggiunto un obiettivo, un traguardo o un trick, ma voler provare sempre ad evolvere la situazione che gira intorno a noi. Il freestyle è libero come dice la parola stessa e per sua natura è una disciplina che si presta a un concetto di esibizione e di show, perché mentre eseguo il trick, dimostro sì qualcosa, ma cerco sempre di esprimermi”.

Quante ore al giorno vi allenate?

“Diverse, chiaramente adesso siamo una realtà strutturata, giriamo parecchio, facciamo parecchi show in giro per il mondo, abbiamo anche progetti di vario genere, che spaziano dal mondo video ad altri ancora, gli impegni sono sicuramente numerosi e quando sei in tour, devi tenerne i ritmi, star dietro agli show, agli allenamenti, alle prove e quindi alcuni periodi più di altri sono soggetti a semplice mantenimento, mentre altri, invece, sono dedicati esclusivamente agli allenamenti e alla preparazione di nuovi show”.

La tua disciplina è più apprezzata da un pubblico italiano o estero?

“Ho girato molto, ma devo dire che è difficile ricevere un’accoglienza forte e calorosa come in Italia. Su questa cosa ci abbiamo sempre scherzato molto, ma nel corso degli anni abbiamo scoperto che più andiamo a sud e maggiore è l’accoglienza e il calore che riceviamo, ma forse perché fa parte della cultura italiana, ma anche in tanti altri paesi esteri dove il basket o comunque lo street basket è più che idolatrato, ci siamo trovati molto bene. Per esempio adesso è un po’ che andiamo in Cina dove stiamo iniziando ad essere conosciuti e riconosciuti e devo dire che lì l’accoglienza è sempre super perché il basket è vissuto come sport nazionale e quindi quando vedono un contenuto legato al basket, ma spettacolare come il freestyle, lo apprezzano tantissimo”.

Come e quando ti sei avvicinato a Dolly Noire?

“Diciamo che fin dai primissimi tempi in cui è nata Dolly, essendo noi una realtà di Milano, abbiamo sempre saputo delle rispettive esistenze. E’ un percorso, il nostro, che un po’ si intreccia, nel senso che chiaramente l’ambiente della street culture, del mondo del freestyle in generale, non solo del basket, ma di tutte le discipline freestyle, si lega molto a quelli che sono i valori e lo spirito di Dolly Noire e quello che sta dietro a questo brand, quindi alla fine era inevitabile che prima o poi ci fosse una connessione tra noi”.

Parlami del video sul pallone customizzato che hai girato con noi, che esperienza è stata?

“Ci siamo trovati a fine dicembre a Milano per girare il video di presentazione del nuovo pallone di Dolly Noire che sarà una limited edition e io in quanto street baller, oltre che freestyler basket, ho apprezzato un sacco il pallone e abbiamo fatto questo video dove basket, street basket, freestyle e streetwear si mixano uno con l’altro. Devo dire che il pallone realizzato da Dolly per l’occasione, non è soltanto figo e bello esteticamente, ma è anche validissimo per poter essere utilizzato nella nostra disciplina, sia per lo street ball che per il freestyle”.

Che progetti hai per il 2018? Sia dal punto di vista della tua crew, sia da quello che ti aspetti con Dolly Noire..

“Sicuramente partiamo con l’uscita di questo video, quindi già alla grande. Noi, invece, come crew abbiamo molti progetti, siamo molto richiesti, facciamo in media 250 eventi l’anno di diverso genere, sia per manifestazioni e progetti sportivi che non. Ora siamo in fase promozionale per promuovere il tour che faremo a marzo con tutta la crew allargata, quindi non solo i freestyler basket, ma anche il calcio freestyle, la breakdance, la bike trial, il parkour, che sono tutte le discipline che abbracciamo nel mondo Da Move, porteremo in giro nei palazzetti di tutta Italia uno show di un’ora e mezza, presto usciranno tutte le date sui nostri social e sul sito e questa è sicuramente una prima fascia di progetti che abbiamo per il 2018. Oltre a questo abbiamo una serie di produzioni video che usciranno e di cui sono molto soddisfatto, la primissima riguarda il nostro monociclista trial, ma non voglio svelare troppo per ora”.

Cosa significa per te Stay Brave?

“Io credo che voglia dire continua a voler superare i tuoi limiti, a volerti esprimere sempre in maniera diversa, non dimenticando da dove arrivi, ma continuando a evolvere, senza avere paura di quello che porterà l’eventuale evoluzione e il cambiamento, per me Stay Brave significa questo”.

 

Stay Brave

 

da move crew fabrizio smallone

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