FRA! e la continua ricerca di riempire spazi vuoti

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Francesco Caporale in arte FRA! È un illustratore, un graphic designer e molto altro. Classe ’90 è cresciuto nella provincia di Cosenza dove si è diplomato al liceo scientifico presentando una tesi “illustrata” sull’ombra, associando immagini e parole. Da lì si è spostato a Milano e si è laureato in Graphic Design & Art Direction alla NABA, già durante gli studi e le sue esperienza lavorative, Francesco ha sempre cercato di trovare il giusto mezzo tra forma e contenuto. Questa sua continua ricerca l’ha portato alla libreria OPEN di Milano dove ha dato vita a FRA! e al progetto All Around Open, grazie al quale riesce ad entrare nel mondo dell’illustrazione come professionista.

Sei un graphic designer e un illustratore, sei stato anche un writer in passato?

“Se posso tener conto dei muri di casa dei miei genitori nei miei primi 5 anni di vita, gli allestimenti per le recite alle scuole medie, i banchi del liceo o i mobili di casa durante l’università, allora si! Ahahahah
No, non sono un writer, ma secondo me la figura di quest’ultimo è estremamente cambiata e a mio avviso in meglio. Dietro la parola writer fino a qualche anno fa emergeva quella dell’illegalità; oggi si aggiunta anche quella della professionalità e ne sono veramente felice, perchè secondo me un writer è in primis un comunicatore, una figura che vuole dire la sua. Esprimersi è un diritto umano e per tanto non bisogna nascondersi nè, però, invadere la libertà altrui”.

Come definisci la tua arte?

“Una sola parola “PARACULA”..aahhaha un amico addirittura la chiama “paraculart”. Io però preferisco definirla “arte dell’errore” e prima di definire uno linguaggio visivo ben definito, è uno stile di vita. Provo a spigarla brevemente: si basa sull’accettazione totale dell’errore e sulla costante trasformazione di quest’ultimo in altro. Ci tengo a dire però che di arte è difficile campare. Difatti non nascondo che per lavorare non attuo sempre questa procedura ma definisco e progetto fin dalle prime linee il messaggio che il cliente vuole comunicare al suo pubblico usando sempre però lo stesso linguaggio. Infatti ho diviso le mie linee in due. La prima è quella artistica che chiamo O, così come un cerchio fine a se stessa, semplice e pura, senza paura. La seconda, quella professionale, la definisco in una X, in quanto vede il punto di incontro fra il mio linguaggio visivo e la richiesta di ogni cliente”. 

Qual é la tecnica che più di tutte ti contraddistingue?

“Qui non mi perdo nelle parole, promesso. Più che tecnica direi abitudine, ovvero quella del riempire. Per me, il problema che più affligge l’uomo è il VUOTO, che per tanto va riempito. Io ho trovato un modo tutto mio per farlo e sono pronto a farlo su ogni superficie e contenuto”.

Da cosa trai ispirazione per le tue opere?

“DA TUTTOOO e da niente! Non mi vergogno a dire che che sono un vero ignorante in materia d’arte. Non cerco cose che mi possono ispirare, non le studio, ma se mi passano davanti le acchiappo al volo e le faccio mie. Quasi non ci penso più”.

Cos' è per te la street art?

“É la voce figurata di quel popolo che vuole vivere una città vestita di forme e colori fuori da canoni squadrati e grigi. È un’arma forte, fortissima, ma a doppio taglio: bisogna stare attenti a praticarla, bisogna stare attenti e leggerla. È anche tanto altro e cambia da occhio in occhio”.

Come e quando ti sei avvicinato a Dolly Noire?

“Quattro anni fa. Settimana post salone del mobile e un sacco di poster avanzati. Ma la cosa non mi demoralizza, anzi  inizio ad andarmene in giro a regalarli. Passo dal primo store in Ticinese e c’era Daniele alla cassa insieme a una decina di cappellini, qualche t shirt, un paio di felpe e un sorriso carismatico stampato in faccia che non dimenticherò mai. Entro con altrettanto sorriso e un sacco di quei poster avanzati nello zaino. Senza dir nulla ne regalo tre a Daniele, mi presento ed esco al volo dal negozio. Sparisco per un po’ ma convinto che quel Daniele un giorno sarebbe diventato un grande amico. Senza chiedere nulla torno in store ma con una grafica fatta apposta per loro. Cento ore precise precise di lavoro: è la TSHIRT GAME nonché l’inizio di una lunga collaborazione, ma soprattutto la nascita di centinaia di amicizie grazie a tutti gli Ambassador”.  


Amicizia coraggio e sogno sono i valori sui quali si basa Dolly Noire li condividi o nella tua vita ce ne sono altri che senti ti rispecchino meglio?

“Oltre ai valori appena citati, fondamentali nella vita di ogni uomo e per il raggiungimento dei suoi obiettivi, c’è quello della famiglia, che in termini lavorativi potrebbe chiamarsi Network. Avere delle persone sulle quali contare in ogni momento e in ogni dove è come se fosse un super potere. Seguono la costanza, l'amicizia ma soprattutto il senso di giustizia oggettivo”. 

Quali sono i tuoi progetti per il 2018?

“Lista in ordine d’importanza top teeeen!

-Formare un Team FRA!
-Lavorare non più di 5 ore al giorno

-Progettare un’installazione nella mia Cosenza, ma ci mancherebbe anche da n’altra parte non disprezziamo

-Maggiore costanza nella pratica della boxe

-Fare un viaggio (il secondo) in bicicletta

-Realizzare un video musicale con le mie linee

-Pubblicare più video dei miei lavori

-Andare ad un festival musicale di almeno tre giorni

-Vendere un format per un'attività di ristorazione

-Trovare più ragazze, ehhhh volevo dire una ragazza +... nel senso una super ragazza! oh Cazzo sono fregato!”


Cosa significa per te Stay Brave?

TIENI DURO! Sempre!… e se siete arrivati a leggere fin qui, allora STAY BRAVE amici miei”. 

 

Stay Brave

Art Design Dlynr Dolly Noire Street Art

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