La Bandits Crew trionfa al Battle Of The Year Italia

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La vittoria dell'edizione italiana della Battle Of The Year arricchisce ulteriormente il palmares della Bandits Crew: Froz ci racconta com'è andata, nell'attesa della finale mondiale a Montpellier.

Immaginate di essere una delle crew di b-boy (con il termine “b-boy” si indica, in gergo, il ballerino di breakdance) più longeve, attive e costanti d’Italia, con ben 17 anni di storia alle spalle. Immaginate di avere una formazione composta da alcuni dei più grandi talenti del paese. Immaginate di avere un palmares incredibile, composto da vittorie in competizione di prestigio quali il RedBull BC One, la Freestyle Session, le Floor Wars. Ora però immaginate che a quel palmares manchi una competizione incredibilmente sentita, una di quelle che richiede un'organizzazione, una precisione, una sincronia e un lavoro di squadra perfetti per essere portata a casa. Per un motivo o per un altro, non siete mai riusciti a prendere parte alla competizione, per via di impegni logistici e altre competizioni. Vorreste però sollevare il trofeo, portarlo nella vostra bacheca e arricchire ulteriormente un cammino già leggendario.

Bene, avete immaginato come i componenti della Bandits Crew (composta da Froz, Mad Lucas, Esom Rock, Alex Kidd, Japo, Base, Philgood e Pesto) si sentivano nei confronti della Battle Of The Year, la competizione a crew basata sulla realizzazione e l’esecuzione della migliore coreografia. Si "sentivano" però, al passato, perché dal 22 settembre non è più così: grazie ad una prestazione incredibile, frutto di mesi di duro lavoro e preparazione, la Bandits Crew ha infatti ottenuto il primo posto nell’edizione 2018 della Battle Of The Year, tenutasi a Roma. “Si prova una gioia immensa, una grande felicità e un’immensa soddisfazione collettiva”: così Froz, membro della crew, descrive ciò che i ragazzi hanno provato nel momento della vittoria.

“La Battle Of The Year richiede un lavoro di preparazione della coreografia pazzesco, che spesso per noi era impossibile realizzare, visti i numerosi show che ci tengono impegnati in giro per il mondo”, continua il b-boy, “mentre quest’anno siamo finalmente riusciti a realizzarla e a portare a casa il traguardo più ambito, il primo posto”. Un lavoro corale di questo tipo richiede uno spirito di squadra incredibile e allo stesso tempo una capacità di adattamento notevole. La necessità di prendere decisioni complicate, di curare una miriade di dettagli e di perfezionare fino allo sfinimento ciascun elemento della coreografia richiede infatti una totale fiducia nei confronti di chi, a tutti gli effetti, si prende la responsabilità di fare queste scelte. “Quando pensa una testa sola, o due, è molto più facile realizzare le cose: grazie alla scelta di affidare le scelte ad una sola persona, nonostante le pressioni e le difficoltà che ciò può implicare, il gruppo guadagna tantissimo in termini di efficienza, disciplina e organizzazione”. Se quindi il gioco di squadra fa indubbiamente la forza, è altrettanto necessaria una rigida e puntigliosa preparazione, di natura selettiva ma necessaria per il bene comune. Un approccio organizzativo di questo tipo permette anche di gestire al meglio anche la pressione e la tensione, esterna ma soprattutto interna: per Froz “vuoi dimostrare a te stesso che sei all’altezza di portati a casa il risultato, finendo a metterti pressione da solo, ma questo non fa altro che spingerti a puntare al massimo. Noi abbiamo puntato al massimo e abbiamo portato a casa il massimo risultato”.

Dopo uno sforzo non indifferente, tanto fisico quanto mentale, i Bandits si sono concessi una settimana di riposo assoluto, in modo da recuperare le energie in vista della prossima sfida. A neanche due mesi di distanza dalla battle di Roma arriva infatti la finale mondiale del Battle Of The Year, alla quale la crew si è qualificata proprio grazie alla vittoria in terra capitolina. L’affascinante città francese di Montpellier ospiterà infatti la manifestazione, prevista per il 17 novembre: una sfida tra le migliori coreografie e i migliori interpreti del pianeta, che vedrà affrontarsi 30 tra le migliori crew in assoluto. “Porteremo lo stesso show con cui abbiamo vinto a Roma, cercando di alzare il livello delle performance dei singoli”: Froz sa benissimo che in meno di due mesi realizzare una coreografia da zero è un’impresa impossibile (e probabilmente sconsigliabile), ma è altrettanto consapevole di quanto la crew debba lavorare ai limiti del perfezionismo per portare a casa un risultato importante in Francia. La struttura della finale mondiale fa sì che il primo round veda ciascuna compagine presentare il proprio show: i giurati avranno l’arduo compito di votare ciascuna esibizione, per far sì che solo le migliori sei possano affrontarsi nelle fasi finali. Una selezione che vede ben 24 crew tornare a casa, mentre le migliori sei si affrontano in un doppio turno di semifinali. Le due formazioni con i punteggi più alti sono infatti automaticamente qualificate alla semifinale, mentre le altre quattro si affrontano in un turno che decreterà le altre due finaliste. “Non abbiamo intenzione di andare a perdere: punteremo e cercheremo di rientrare tra le sei finaliste”, puntualizza Froz, “ma sappiamo bene che si tratta di un obiettivo molto impegnativo e ambizioso”.

Gli avversari? “Tra i più forti al mondo abbiamo i coreani, i taiwanesi, i russi e in nordeuropei, che a livello coreografico sono incredibili, e anche gli americani non sono da sottovalutare”. Una nota di rigidità nella voce di Froz tradisce il rispetto e l’ammirazione nei confronti delle crew che andranno ad affrontare il prossimo novembre, ma contemporaneamente lascia trasparire la voglia di portare a casa un risultato importante e di dimostrare quanto il livello italiano sia elevato. Dopo 18 anni di attesa, la Bandits Crew è finalmente pronta a dare spettacolo nella finale mondiale della Battle Of The Year: l’obiettivo è finire tra le prime sei, ma chissà che non finiscano per sovvertire in positivo il pronostico.

 

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