Mamma Fotogramma: il sogno di cinque amici diventato realtà

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Cinque amici, ognuno con il proprio percorso di studi alle spalle, con la propria specializzazione e un sogno comune: quello di creare qualcosa che possa essere loro al 100% e che li rappresenti in toto. Una sfida, partire da zero per costruire il proprio futuro, lasciare una strada certa per una incerta. Sembra una storia già sentita, ma non è quella dei quattro fondatori di Dolly Noire, bensì di Mamma Fotogramma, una realtà che quest’anno compie dieci anni, nata come un gioco tra amici che hanno deciso di creare un cartone animato in stop motion. Dopo aver presentato un episodio pilota a un concorso, il percorso dei cinque ragazzi ha avuto un periodo di rallentamento, nel quale ognuno ha continuato per la propria strada, anche se occasionalmente si ritrovavano per realizzare ancora qualche progetto insieme, fino a quando hanno deciso di mollare tutto e buttarsi a capofitto in Mamma Fotogramma. Dai cartoni animati sono passati a creare set sempre più grandi per installazioni di vario genere, fino ad arrivare a mettere in scena prodotti non più solo video, ma che creassero un’esperienza sensoriale, con la continua ricerca di riempire gli spazi con contenuti che spaziassero dall’architettura alla scenografia a alle arti visive.

La vostra storia ricorda molto quella dei fondatori di Dolly Noire, vi siete trovati subito in sintonia con loro?

“Sì, di base ci sono l’amicizia e la voglia di fare qualcosa insieme e trovare un modo in cui le capacità di ognuno di noi potessero essere utilizzate e messe insieme. Diciamo che il risultato che abbiamo ottenuto è un ibrido tra produzione video, gestione grafica, creazione dello spazio e arte visiva. La nostra idea si basa su una semplice domanda: cosa accomuna le cose che piace fare a ciascuno di noi? La risposta è la manipolazione dello spazio”.

Tra i progetti che avete realizzato, quale vi ha colpito maggiormente?

“Diciamo che il progetto che ci ha convinto a fare sul serio e a fondare una società è stato quello che abbiamo realizzato all’Expo 2015 per il padiglione del Vaticano. Si trattava di un’installazione centrale che rappresentava un tavolo video proiettato attorno al quale avvenivano scene di vita quotidiana. Chi si avvicinava alla tavola vedeva una mamma in cucina, un giudice che lavora in tribunale, un panettiere che fa il pane, insomma, vari episodi di vita che possono prendere forma attorno a un tavolo qualsiasi e se il visitatore aveva di fianco a sé qualcun altro, le scene proiettate cambiavano e iniziavano a interagire tra loro. Ti faccio un esempio, se in una postazione c’era una madre che stava pulendo e in quella di fianco un bambino che stava giocando, la madre andava a giocare con il bambino e il bambino andava ad aiutare la madre a pulire. Il messaggio voleva essere la condivisione intorno alla tavola come paradigma del momento conviviale”.

Da dove viene il nome Mamma Fotogramma?

“Dal fatto che abbiamo iniziato come casa di produzione video e quindi Fotogramma come elemento base e Mamma perché ci sentivamo una famiglia e volevamo creare un’atmosfera conviviale già dal nome”.

Quando siete entrati in contatto con Dolly Noire?

“Ci hanno contattato quasi tre anni fa la prima volta, avevano da poco il temporary in Ticinese e ci hanno chiesto se ci poteva interessare lavorare a un concept per un nuovo negozio, ma la collaborazione non ha avuto seguito e ci siamo persi di vista per un po'. Poi l’anno scorso, esattamente in questo periodo, si sono rifatti sentire e ci hanno proposto di occuparci della creazione e progettazione del nuovo store in Corso di Porta Ticinese”.

Com’è nata l’idea di realizzazione di questo tipo di negozio?

“I ragazzi avevano le idee abbastanza chiare sul tipo di ambiente che volevano: uno spazio aperto, dove non ci fossero troppe cose dentro, ma ci fosse aria e volevano porre l’attenzione sul bancone come elemento rappresentativo, su qualcosa di curioso in vetrina e su un elemento che potesse funzionare per la realizzazione di eventi e dj set. Con queste linee guida, noi gli abbiamo proposto di usare il cemento in rotoli per il bancone che ha un effetto particolare conciliando durezza e morbidezza insieme e che lascia quasi confusi a prima vista, abbiamo creato la panchina al centro che poteva essere facilmente usata durante gli eventi e il proiettore al led all’ingresso che riflette il logo esagonale che si trova su pavimento”.

So che vi occupate anche delle vetrine, come sarà la prossima?

“Stiamo lavorando alle grafiche della nuova collezione per la vetrina, sarà un’esplosione di colori deformati e molto dinamici. Il tema della collezione è Spazio Tempo e noi abbiamo ripreso i colori principali della linea, abbiamo decomposto i motivi delle magliette e il logo arriva a deformare lo spazio creando una vera e propria esplosione intorno”.

Cosa significa per voi Stay Brave?

“Credere nelle proprie idee e essere determinati una volta che si decide di prendere una strada”.

 

 

Dlynr Dolly Noire Mamma Fotogramma

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