Mustache Mayhem, una festa coi baffi

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Sulla carta di identità di Pierumberto Viotto, alla voce professione troverete Sport Marketing. Su quella di Paolo videomaker. Su quelle di altri componenti della Mustache Crew ingegnere e, solo in qualche caso, pro rider. A tenere insieme persone dal percorso apparentemente così diverso, come spesso accade, è la passione. "Noi siamo nati come pura crew di snowboard, che andava in giro a snowboardare e sbronzarsi la sera, fino a che abbiamo iniziato a creare qualcosa di più grande." Ci racconta Pierumberto. "Nonostante oggi viviamo in paesi diversi, quando ci troviamo e organiziamo queste cose è sempre una gran figata!". Queste cose in genere sono eventi pazzeschi, in cui la neve è protagonista. La neve e la presa bene. L'ultimo, grande esempio di questo è il "Mustache Mayhem", una jam tenutasi al Sestriere il giorno di Pasqua.

Come nasce l'idea del Mustache Mayhem?

"E' stato un evento creato dai rider stessi, e da noi. Nel resort di Sestriere forse non c'è mai stato un vero evento di snowboard che non fosse la tipica garetta. In tantissimi altri resort in tutto il mondo c'è sempre un evento che definisce la fine della stagione. Noi ci siamo detti "Non c'è nulla che ci impedisca di farlo anche qua". Quindi abbiamo messo insieme le forze per celebrare quella che è tutt'oggi la nostra passione più grande. Abbiamo cominciato a sentire un po' di persone, un po' di parthner, abbiamo tirato su un contest. A quel punto la collaborazione con Dolly Noire è venuta quasi spontanea. Uno dei membri dei Mustache, Gianmarco Maiocco, è uno dei Rider di Dolly e ci ha subito detto "Cavolo, credo che loro possano essere interessati a qualcosa del genere!". A quel punto è stato tutto automatico. E' bastato un messaggio veloce su whatsapp a Daniele e s'è creata una collaborazione vera e propria. Noi abbiamo messo le basi dell'evento (logistica, contatto con i rider, creazione dello snowpark) e Dolly ci ha supportato dal punto di vista della comunicazione, ha portato Slait a suonare per noi, ci ha dato materiale e premi per i partecipanti. Questi sono stati grandi valori aggiunti a questo evento." 

Come è andata? Ti aspettavi una cosa del genere?

"In realtà si. L'evento di per se non voleva essere un contest, non voleva essere una gara, ma un celebrare il fine stagione con una giornata in montagna tutti insieme. Volevamo creare una festa sulla neve. Abbiamo creato una Jam Session in cui l'unica regola era girare su diverse strutture tutti insieme senza alcun giudice per i trick se non i rider stessi. A fine giornata son stati loro, dai più piccoli ai più grandi, a valutare i migliori atleti della giornata, i best trick, il rider maschile più interessante... Nessuna regola, nessuna imposizione, tanto che abbiamo dedicato una parte della Jam a 45 minuti di Photo Shooting su una struttura che abbiamo creato noi dal nulla Ad Hoc in tre giorni, facendoci un discreto mazzo. Quando gli abbiamo aperto questo spazio erano tutti presi benissimo, puoi immaginare. Una struttura dove nessuno aveva mai girato prima, è stata veramente una figata! L'altro grande vantaggio di questo evento è che lo abbiamo aperto a tutti, snowboarder, free skier, piccoli e grandi. Ovviamente abbiamo dovuto dividere alcune categorie, non puoi far girare i più piccolini con i più esperti. E' andata alla grande, tutti erano mega gasati, la giornata ha aiutato un botto. Abbiamo grigliato tutti insieme, c'era Slait che ha suonato tutto il giorno. Abbiamo dato il cento per cento per fare una bella giornata di fine stagione."

Facciamo un passo indietro. Come nasce la Mustache crew?

"Noi arriviamo tutti dal Piemonte, dalla vallata di Sestriere. Fin da piccoli abbiamo sempre avuto la passione della montagna e dello snowboard, siamo cresciuti snowboardando insieme. Finchè, arrivati ai diciott'anni, abbiamo pensato di fare della nostra passione il nostro lavoro. Quindi abbiamo passato la selezione per diventare maestri di sci, all'epoca eravamo solo tre. Una sera eravamo in un hotel sperduto in mezzo alle montagne per una settimana di allenamenti, e abbiamo capito che sentivamo la necessità di andare un po' oltre quello che era solamente lo snowboard. Ci siamo detti "Cavolo, sarebbe bello iniziare a filmarci, a fare foto, a fare cose che vadano oltre allo sport in se." Uno di noi tre, Paolo Pettigiani, è un ragazzo abbastanza conosciuto nell'ambito della fotografia, ed oggi segue tutto quello sta dietro alla faccia, all'immagine del brand (fotografia, grafica). L'altro fondatore, oltre a me, è stato Andrea Richiardone. Casualmente quella sera avevamo deciso tutti di crearci dei baffi, rasandoci la barba e andando a fare gli scemi in giro perchè eravamo belli gasati. Li abbiamo deciso, dal nulla, che da quel momento in poi quello sarebbe stato il nostro simbolo, saremmo stati la Mustache Crew. Nel corso degli anni la cosa è cresciuta. All'inizio facevamo solo degli adesivi, delle felpe, delle magliette, per creare un po' di attenzione intorno al gruppo. Poi pian piano abbiamo iniziato ad allargarci, a prendere più rider, più persone all'interno della crew. Sempre comunque amici che snowboardavano con noi, che però magari si sono avvicinati pian piano. E li abbiamo cominciato con i primi Dj set, le prime feste, fino a farci chiamare da diverse realtà del nostro resort per organizzare party, aperitivi, eventi."

Fino al Mustache Mayhem. E ora? Avete inetnzione di replicare? Ci sono cose in vista a breve?

"Assolutamente si. Vorremmo partire da questo evento, che è il primo di una serie che ci aspettiamo di creare in futuro, che è partito dal nulla, senza budget. Tutto quello che abbiamo creato è stato fatto grazie ai contatti della montagna, alla nostre amicizie e a chi ha creduto in noi, soprattutto il Resort ed alcune realtà locali. L'evento era aperto a tutti e gratuito. L'intenzione è di continuare. Ovviamente d'inverno siamo molto più attivi nell'organizzazione di eventi. Ma la bellezza di quello che facciamo è che lo facciamo per passione, perchè ci piace, per aiutare quella che è stata la nostra casa per un sacco di anni." 

Cosa significa Stay Brave per te?

"Per me è quello che abbiamo fatto. Noi dobbiamo veramente tanto a questo sport che è lo snowboard, uno sport duro, dove per chiudere un trick ci vuole un sacco di tempo, allenamento, di testardagine. Lo Stay Brave rappresenta quella persona che per raggiungere un obiettivo fa un passo, come ha fatto Dolly nello streetwear o come facciamo noi nella scena snowboard. Il nostro Stay Brave è continuare a fare quello che ci piace, nonostante ci siano mille problemi. Proprio come in un trick puoi cadere, farti male, infortunarti, ma se hai un obiettivo e ti focalizzi su quello, ci puoi arrivare al cento per cento." 

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