Shorty "canta a squarciagola che la vita migliora"

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Francesco Sortino, in arte Shorty è come la sua musica, libero da ogni convenzione, spensierato e carico di energia. Nasce artisticamente nel 1994, dapprima come dj hip hop, per poi esplorare altri mondi come la dance, fino ad arrivare al raggaeton e ad influenze latino americane. La sua musica è continua ricerca e sperimentazione, che porta sia nei club che nei suoi singoli, nell’estate del 2016 ottiene un grande successo a livello internazionale con la hit ‘Vazilando’ che è stata suonata dai più grandi dj mondiali, seguita dalla collaborazione con Pitbull e Jacob Forever con ‘La Dura’ programmata e supportata dai più grossi network in giro per il globo. Mentre il 27 aprile uscirà la sua nuova hit estiva che abbraccia sonorità latin house, Shorty continua la sua grande passione per la radio che lo accompagna da ormai 20 anni.

Come sei arrivato a Radio Deejay?

“Io sono il dj di Albertino da 10 anni, ma lavoro a Radio Deejay da 15. Prima lavoravo come dj nelle discoteche di periferia, nelle radio locali, poi cominciando a produrre ho iniziato a fare gare di disck jockey e scratch in giro, poi la mia strada e quelle di Alberto e degli altri personaggi di Radio Deejay si sono incrociate e ho dapprima collaborato con loro per poi entrare ufficialmente nel team”.

Sei partito come dj hip hop?

“Sì, tutto è partito da lì, poi ho preso altre vie perché sono stato flippato dalla dance e non ho più seguito il mondo hip hop anche se con le tante fusioni non ho mai mollato il genere, perché comunque nelle serate, soprattutto con l’avvento del moombathon e reggaeton ho subito l’influenza di questi generi”.

Come sono cambiati la radio e il tuo lavoro in questi 15 anni?

“Parecchio, in 15/20 anni si è ribaltato tutto perché ho cominciato nelle radio locali dell’hinterland milanese e lavoravo su bobine, cassette, vinili, la regia era molto rudimentale perché era tutto fatto in modo casereccio, però il prodotto respirava di una vita sua fatta di passione e di suoni e di chi aveva quel disco in quel momento faceva la differenza. Era tutto diverso, poi con l’avvento di internet, la rete e le nuove tecnologie, oggi è tutto digitalizzato, su file, la messa in onda stessa è comandata da dei software. E’ tutto cambiato, ma il sapore fortunatamente è rimasto lo stesso alimentato dalla stessa passione e si cerca sempre di trasmettere questo a chi è dall’altra parte e ascolta”.

So che sei specializzato nel reggaeton ma con un suono particolare, di cosa si tratta?

“Ho sempre frequentato situazioni molto techouse, techno e poi per caso si sono aperte nuove strade e collaborazioni con tutto il gruppo di Planet Record, dei ragazzi dell’Havana che fanno reggae e con loro ho iniziato a masticare questo genere e ad appassionarmi a questo mondo. Dalla collaborazione con gli artisti cubani sono uscito con il mio secondo singolo in chiave reggaeton con Pitbull, ho girato il video proprio a l’Havana e questa che avrebbe dovuto essere solo una parentesi, ad oggi non si è ancora chiusa perché sto per uscire con un nuovo pezzo che riporta i miei suoni al mondo latin house per distaccarmi non completamente ma momentaneamente dal mondo reggaeton perché comunque il mercato è saturo di quei suoni e a farla da padrone sono i grossi, come Daddy Yankee, J Baldinex”.

Come sei arrivato a collaborare con Pitbull?

“Ero a l’Havana a girare il video di ‘Vazilando’ e una sera a cena ho conosciuto Jacob Forever che era fuori con il singolo ‘La Dura’ solo lì e a Santo Domingo. Quando sono rientrato in Italia, una sera in inverno mi ha chiamato e mi ha detto “guarda Pitbull ha sentito ‘La Dura’, gli piace e vorrebbe fare un featuring sopra, ma vorremmo fare una riedizione per il mondo” e ho accettato subito. Il pezzo è andato molto bene tutta l’estate scorsa”.

Il tuo prossimo singolo, invece, avrà dei featuring?

“No sarò da solo, ho preso un pezzo falk brasiliano del ’73, una specie di mantra perché dice di cantare a squarciagola che la vita migliora e che tutto andrà meglio, quindi è un po’ una bella pacca sonora sulla spalla. Il titolo è ‘Canta Canta’, esce con Division il 27 aprile ed è il follow up perfetto di ‘Vazilando’ e vediamo, incrociamo le dita e viva l’estate perché è un pezzo completamente estivo, latin house fatto per far cantare e ballare sulla spiaggia e io non vedo l’ora perché sono veramente esausto dell’inverno”.

Secondo te questo è un genere musicale che un po’ manca in Italia?

“Le discoteche sono piene di reggaeton anche se le tracce che sei costretto a suonare per poter soddisfare il pubblico sono sempre le stesse venti, poi sta al gusto e all’abilità di ogni dj infilarci dentro qualcosa di nuovo che possa convivere con tracce molto conosciute per dare un qualcosa in più al pubblico”.

Ci sono anche pochi artisti italiani che sposano questo genere musicale, le tendenze del momento sono più orientate verso il rap e la trap

“Artisti come Benji e Fede, Baby K, Takaci & Ketra  hanno già fatto singoli che abbracciano il mondo reggaeton, quindi il pop italiano allo stato puro si sta orientando verso quel mondo. Anche Jake La Furia ultimamente e Guè Pequeno stesso hanno fatto dei pezzi con sonorità reggae, è un mondo molto interessante se lo si sa affrontare, perché bisogna andare a prendere anche gli elementi giusti, non è un suono che si può fare con i sample scontati e uguali per tutti, bisogna saperlo avvicinare e farlo proprio con colori diversi”.

Per quanto riguarda Dolly Noire, quando sei entrato in contatto con i ragazzi?

“Li ho conosciuti tantissimi anni fa, ero in radio, facevo Soul Sista con Irene La Medica e tramite Andrea Pellizzari che in quel periodo lavorava da noi, mi finì in mano un cappellino con il logo Dolly Noire, lo trovai subito interessante e Andrea mi disse che erano suoi amici e che stavano partendo con il loro progetto. Presi quel cappellino e cominciai a metterlo, così spassionatamente, poi tramite Albertino e Daniele che è passato in radio ci siamo conosciuti, gli ho raccontato questo aneddoto e da lì ci siamo sempre trovati bene. Guarda adesso che ti sto parlando ho pantalone, felpa e maglietta Dolly Noire, solo le mutande non sono loro, però anche le cartine sono di Dolly Noire, cioè completano proprio la sfera giornaliera di ognuno di noi”.

Cosa significa per te Stay Brave?

“Libertà assoluta, nel senso chiudi gli occhi e sentiti libero”.

Dj Dolly Noire Radio Deejay Shorty

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