Smake, dalla strada all'arte, dai graffiti al lettering

Posted by on

L’arte deve confortare il disturbato e disturbare il comodo” dice Bansky.

 Ed è proprio questo spirito, questa forza interna che muove un ragazzo a prendere in mano una bomboletta e a dipingere, esprimendo se stesso, le sue emozioni su una parete, laddove tutti possono fermarsi e ammirare quei colori, quelle scritte che segnano il passaggio di una persona che ha voluto regalare e condividere la propria anima a migliaia di sconosciuti. C’è una strana spinta interiore che porta una persona a esprimersi attraverso le immagini e le scritte e che non può esaurirsi con il passare del tempo. È la storia di Davide ‘Smake’ Nuzzi, artista molisano classe ’88 che nei primi anni 2000 ha iniziato a dipingere sui muri e da lì non ha mai smesso. La sua passione per l’hip hop e per i graffiti, nata in giovane età e seguita da studi in grafica e calligrafia si è trasformata in professione.

Quando facevi graffiti, la tua specialità erano le scritte?

“Sì, io ho sempre e solo fatto scritte, ho un amore particolare per la lettera e la sua ricerca, che nel 2012 ha avuto la meglio sulla ragione e mi ha spinto a lasciare il Molise per venire a Milano a studiare calligrafia. Nel mio paese era difficile poter approfondire questa forma d’arte, spesso quando andavo in cartoleria a chiedere un pennino, mi guardavano male. Ho sempre scritto Smake (la mia tag) sui muri e quando è subentrata la calligrafia, l’ho portata anche lì, poi disegno qualsiasi cosa, che sia un fiore o un soggetto, dipende dal momento, ma la mia più grande passione resta il lettering. L’arte figurativa, invece, è subentrata in seguito, più che altro per un’esigenza lavorativa”.

La tua dimensione ideale è con una bomboletta o un pennino?

“Bella domanda, non riuscirei a scegliere. Sono due cose molto diverse, uno è più uno sfogo, i graffiti sono quello che porti all’esterno, mentre lo sckatch su carta è più teoria, ricerca e prova prima di dire vado a farlo su un muro”.

Quando eri ragazzino avresti mai immaginato che dalla tua passione per i graffiti sarebbe nata una professione?

 “Ovviamente no, era una cosa che non avevo mai neanche considerato anche perchè è negli ultimi anni che si è diffuso e sviluppato anche a livello lavorativo, perchè la gente oggi ha più coscienza su questa forma d’arte e la considera in modo diverso. Già quando andavo a scuola, però, avevo capito che era questo quello che volevo fare. Ho studiato perito industriale, ma avrei voluto frequentare il liceo artistico, solo che non era ben visto dalla mia famiglia, io passavo le ore a disegnare sia in classe che sui muri. Per me è stato necessario trasferirmi a Milano, dalle mie parti non era capita la calligrafia, non c’erano possibilità di lavoro, se fossi restato lì, sarebbe rimasto un hobby come lo sono i graffiti”.

Che stile usi per i tuoi lavori?

“Dipende dalla richiesta. A volte solo calligrafia-grafica come per loghi/marchi, partendo da carta e matita per arrivare al pc, mentre a volte mi sporco piacevolmente le mani coi colori nel realizzare praticamente il lavoro oltre alla progettazione calligrafica-grafica.

In genere uso pennello, pennino a china, marker o qualsiasi strumento con punta piatta, spazio dal colore acrilico agli spray, rimanendo fedele al mio stile che spesso chiamo "pattern calligrafico": mix di segni calligrafici occidentali (rigidi) ed orientali (morbidi) emerge uno stile deciso ma sempre armonico. Fluido”. 

Come definisci la tua arte?

“Bella domanda! Sicuramente non "calligraffiti", non chiedermi perché ma è un termine che proprio non mi piace. Forse lo associo al periodo in cui c'è stato "il grande ritorno" della calligrafia nella cultura popolare.Ti direi Ricerca. Il concetto è "non fermarsi mai" anche quando si arriva a risultati positivi concreti e "continuare a cercare" le infinite soluzioni. Mi piace vederla come un cerchio che si chiude per poi riaprirsi in un altro allo stesso tempo; in fondo deriva tutto dalle lettere, a partire dalle origini dei primi stili calligrafici fino ad arrivare alle ultime evoluzioni e sperimentazioni di esse, tramite le molte altre tecniche da poco conosciute. La calligrafia rappresenta l’originalità e la purezza della lettera così come veniva creata e realizzata nell’antichità dagli scribi, mentre il tratto graffito vuole rappresentare l’evoluzione che la lettera ha subìto nel tempo tramite la cultura di strada, quindi il confronto con altri stili e altre visioni degli alfabeti. Mixando gli stili, come direbbero dalla sede: " Ce n'è! "

Com è nata la calligrafia per la collezione Spazio Tempo?

“Inizialmente si era pensato subito a qualcosa come un vortice calligrafico o cose simili in cui predilige l'effetto ottico mentre quel che è stato realizzato a finale è più concettuale, ci sono diversi elementi ma "danzano insieme" e nel complesso sono una cosa sola. Ma restano dei singoli pur fluttuando sincronizzati”.

Da cosa trai ispirazione?

“Da qualsiasi cosa credo, poi quel che elabora la mente è sempre un mistero. Ciò che è importante secondo me, a prescindere dalle 'Skillz' che servono, è la serenità che ti consente di vivere tranquillo e poter creare. Tutto il resto vien da sè”.

Qual è il connubio secondo te tra streetwear e arte?

“Oggi viaggiano sempre più di pari passo. Streetwear letteralmente significa "modo di vestire che nasce nella strada" e Arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana che porta a forme di creatività e di espressione estetica, quindi direi che lo streetwear è arte stessa”.

 Come e quando hai conosciuto Dolly Noire?

 “Il primo contatto fu con Daniele, autunno 2016, in cui mi diede un cappellino da pimpare. Da allora, oltre l'amicizia e la stima reciproca, è nata questa collaborazione che ha portato ottimi frutti. Ho disegnato anche alcuni tatuaggi a Daniele e devo dire che con tutti loro mi trovo benissimo, quello che dico gli dico sempre è quando c’è da fare qualcosa, non ti dirò mai di no.”

Qual è il punto di forza del brand secondo te?

 “La freschezza e il coinvolgimento; secondo me quel che l'ha differenziato dagli altri brand è proprio il carattere, si sente l'anima giovane Stay Brave come dire, rappresenta davvero bene la voglia di fare che i ragazzi hanno dentro e vogliono tirar fuori. Ovviamente se espandi il tutto a quante più attività, sportive e non, sarà un escalation”.

Cosa significa per te Stay Brave?

“E' la forza interiore che mi permette di rialzarmi ogni volta che cado. Qualcosa che, nonostante tutto, nessuno potrà mai rubarmi perché dentro di me. Quella forza che ogni giorno mi spinge a fare e a volere di più. Come direbbe Louigi: Ciò che non ti uccide ti rende più forte”.

 Stay Brave

 

Art graffiti lettering smake Street Art streetwear

← Older Post Newer Post →



Leave a comment

Please note, comments must be approved before they are published

Mag

RSS
Tags
2018 333 mob 3D Achille Lauro adidas Adrecalina Afrojack AHL akeem Albert Alps Hockey League Ambassador Amedeo d Amsterdam Andrea Bassi Anni 90 Antonio Bravo argentina Ariete Art Art of Sool Artwork Atipici ATPC Attitude Roma Away Axos Banana Moon Bandits Crew Barcellona battle of the year Beba boing bologna Boss Doms brand Brasil Breakdance bunker studio calcio Canadese Canoa Canoe capitan tsubasa capsule collection Carl Brave x Franco 126 Catalunya Charlie Charls Check Point Clementino Clipper club Club Dogo Come costruire un profilo complex ComplexCon Crew cross Culture Clash da move crew damiano mari damned Dani Faiv davide pagliardini Design Design Week diablo Dj Dj Dropsy Dj Jewell Dj Kosmi dj slait Dlynr Dolly Dolly Noire Doppiaggio Drake Dreca E-commerce efrati eicma Ensi esposizione Fabri Fibra fabrizio smallone Federico Ferrero Federico Resega festival fiera film FIS formula1 fotografia Francesco Muratori freestyle froz Future Ghali Giacomo Bertagnolli Giappone Gogo Records Goldentrash graffiti Guè Pequeno Guida Halloween Hashtag Hell Raton hellheaven11 Hellmuzik Hip Hop hiphop Hockey Hockey Milano Rossoblu holly e Benji Home Festival Human Safari Ibrahimovic inferno inghilterra Instagram intervista Invictus Isidoro Italia Ivaldi Jack the Smoker Jambo kanye west Kayak kick it Kipchoge L'alba L'Altro Me Crew lettering Live Londra Loop Colors Lush & Simons Machete Machete Crew machete empire records madiba Mamma Fotogramma Mandela Mark Lenders Markers Marnik Marracash Mask Massimo Sirelli Matteo Iachino Medaglie Michela Moioli Migos Milano Moko Mondiali Monociclo motard moto moto 3 moto gp moto.it moto2 moto3 Motociclismo Motocross Motus Temporis movies Murales music Musica Mythos napoli Nas Nayt Nazionale NBA nerone Neve new collectio Nicola Liviero nightlife nike Nitro No Comment off-white OJ Olimpiadi Olipiadi Oro Outfit OVRTM Paralimpiadi Parkour Party Pharrell Philipp Ploner Piumini Plant Playlist Pour L'Amour Producer Profilo Raba Radio 105 Radio Deejay Raduno Nazionale Ambassador rap Raptuz Red Bull Redslow Ricro Rio Rkomi Robot Rocky roma Rossella Esse rugby rush Sagrada Familia Sailors Tattoo Salmo Sci scozia Sfera Ebbasta Shablo Shade Shark Tank Shoes Shorty Ski Slait Slalom smake smash smashing wednesday sneakerhead sneakerness sneakers Snoop Dogg Snow Snow Week Snowboard Social Media Sotto18 Festival Space Valley Spazio Tempo spaziotempo Spercross Spider Man sport SS2019 Stay Brave store street Street Art streetculture streetwear surf Tattoo Tattoo art Tdk crew Torino Totti Trap Travel Travis Scott Tsubasa under 20 Vademecum Video Videomaker Videomaking Vintage Vipers viral virgil abloh Wany Windsurf winter World Champion world championship World Cup World Rookie Tour writer writing wrtiter yeezy YouTube youtuber Zanardi