Le mille facce dell'amore raccontate da Achille Lauro e Boss Doms

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Leitmotiv del disco è l’Amore inteso come profonda dedizione e passione verso ciò che si fa, a cui ci si dedica, per cui si è pronti a sacrificarsi e a lottare. Un concetto che esplora l’amore di coppia ma va anche oltre. Achille Lauro dipinge con diversi colori la sua musica spaziando tra stati d’animo differenti: dall’amicizia all’introspezione. Il desiderio di leggerezza, festa, follia e divertissement si contrappone ai conflitti interiori, agli amori tormentati e alle riflessioni profonde. Come un salto nel passato, in Velvet Goldenmain degli anni ’70 trasportati nel futuro, Pour L’Amour è un disco dalle sonorità futuristiche magistralmente create da Boss Doms.

Durante la conferenza stampa tenutasi ieri in Sony, gli artisti stessi ci hanno raccontato il mood e le sperimentazioni che li hanno portati a concepire questi suoni. Tutto è partito a settembre, un villaggio segreto, una villa, dove sono stati allestiti 3 studi di registrazione, 15 artisti che lavoravano giorno e notte dando sfogo alla loro creatività, nel corso dei mesi da quel luogo ne sono passati all’incirca 150, hanno registrato talmente tanta musica da riempire più di tre dischi. Pour L’Amour è il primo di una trilogia.

“Questo disco per noi era un esperimento – ci racconta Boss Doms – sentivamo il bisogno di inserire pezzi più da club, qualcosa di più adatto ai concerti e ai locali, perché la nostra musica ha sempre avuto una visione più poetica, molto musicale ma poco ritmica. Arrivati a questo punto avevamo un sacco di pezzi giocherelloni e ci mancava qualcosa di più profondo, abbiamo deciso di fare questo miscuglio di sonorità diverse. Tutto l’album – prosegue Lauro – ha un concept futuristico che non c’entra niente con le mode del momento, ma anticipa quello che verrà com’è stata tutta la nostra carriera. Quando andava lo street rap noi mettevamo gli occhiali da donna, ci vestivamo con indumenti femminili ed è diventata la nuova moda, diciamo che sono tutti figli nostri i nostri coetanei, ma l’occhiale da donna lo puoi comprare e copiare, la musica figa con uno sguardo al futuro cercando di non prendere ispirazione da niente che sia in voga adesso, ma ispirandoci al passato e alle nostre varie influenze musicali. Il disco è stato concepito in modo diverso. Abbiamo preso una villa, montato tre studi, eravamo in 15 artisti con 10 kg di marjiuana, sono passate 150 persone da noi e abbiamo lavorato come si faceva negli anni ’70, come facevano i Doors, che stavano chiusi finchè non usciva la musica e abbiamo creato tre dischi tutti diversi l’uno dall’altro. Questo è il primo della nostra trilogia, io sono proiettato al futuro, ma mi godo il presente”.

Come lavori alla parte produttiva?

“A getto, prendo tutti i colori e li lancio contro la parete e poi quello che esce esce. Più o meno è questo, non ho un metodo di lavoro preciso e questo è la mia condanna e la mia fortuna, infatti loro impazziscono perché sono una persona orribile da questo punto di vista. Posso iniziare da una cosa piuttosto che da un’altra, basta che scatti la scintilla. Con Lauro ho due tipologie di approccio al lavoro, o creiamo il tutto insieme confrontandoci e costruendo la traccia insieme, oppure lui arriva con qualcosa scritta su una bozza e io ci costruisco la musica o viceversa, magari ho del materiale e lui trova il testo. Com’è successo con Teatro e Cinema, lui aveva questo testo scritto su una base orrenda e io questo beat anni ’80, gliel’ho fatto sentire in studio e lui ci ha cantato sopra il testo e nel giro di due ore avevamo il pezzo chiuso. E’ stato uno dei pochi pezzi che abbiamo fatto in due ore. Anche Penelope è stato veloce, io conoscevo il suo testo, avevo fatto la musica in studio e gli mandai una nota vocale in cui cantavo insegnami com’è con la mia base sotto, lui mi risponde figo, viene in studio, mettiamo mano al beat in cinque minuti, lui prende il testo e bam, primo take, unica registrazione ed è quella finale. Quella è scintilla, magia, come un fulmine”.

Pour L'Amour non è un disco solo da ascoltare, ma abbraccia diversi sensi, partendo dall’udito, con il ritmo e le sonorità latinoamericani della samba, ibridandoli con il trap come in “Ammò”,“Amore mì”, “Non sei come me” e “Thoiry rmx”; gusto e olfatto attraverso brani come “Burro e Marmellata”, dove droga, disagio, approfittatori e finti amici vengono metaforicamente sostituiti da frutta, verdura e zucchero e “Ammò”, per la cui cover sforna un’allettante pizza napoletana; la vista con “Bvlgari” dove trova rappresentazione l’illusione del mondo sfarzoso e lussuoso) e “Amore Mi”, la giungla urbana dove gli uomini

si travestono da animali.

 

 

 

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