L'evoluzione della musica dance di Lush & Simon

Posted by on

Lush & Simon sono due dj e producer di musica dance e electro house della provincia di Milano. Il loro progetto è nato dalle menti di Alessandro Lush e Simone Pioltelli, che si sono incontrati quasi per caso cinque anni fa tramite scambi di tracce sul web e pochi mesi dopo, avendo capito di avere un buon feeling musicale e idee forti, hanno deciso di unire le forze e creare un nuovo progetto insieme.
I loro pezzi, caratterizzati da un sound certamente influenzato dalla scena dance attuale ma che vuole, nello stesso tempo, differenziarsi, hanno avuto riscontri positivi tanto che vantano collaborazioni con diversi nomi importantissimi della scena dance mondiale, come Steave Aoki, Don Diablo, Benny Benassi, Bloody Beetroots e tantissimi altri che prima, come ci racconta Simone, “vedevamo solo su internet e o sui magazine che leggevamo, per noi è stata una grande soddisfazione lavorare con loro”.

Com’è lavorare con artisti così importanti?

“E’ un’emozione particolare, perché sono artisti da cui prendi molta ispirazione e che ritieni quasi delle divinità, ma lavorando e passando del tempo insieme, ti rendi conto che sono esseri umani normalissimi e capisci veramente il talento e il motivo per cui loro sono riusciti a cambiare qualcosa nella musica e ti ispirano ancora di più. Passi da un’ispirazione esclusivamente artistica a una anche umana, perciò abbiamo imparato molto da loro da entrambi i punti di vista”.

C’è un palco che più di tutti vi ha impressionato?

“Il Tomorrowland quando abbiamo presentato il pezzo con Steave Aoki e Don Diablo è stata un’emozione incredibile, più che viverla sul momento perché ovviamente eravamo super emozionati tanto da non capire bene quello che stava succedendo attorno, avevamo 150mila persone attorno, ma quando siamo scesi dal palco ci siamo resi conto di tutto, abbiamo rivisto i video su YouTube e rivissuto quell’esperienza nella sua totalità che è stata davvero forte. E’ un evento gigantesco che fino all’anno scorso era concentrato solo sul mondo dance, mentre da quest’anno si stanno aprendo ad altri generi come la trap, l’hip hop, l’urban, anche se non è piaciuto a tutti che un evento dance come quello abbia abbracciato artisti di altri generi. Per me è un’evoluzione gigantesca, perché la musica stessa è evoluzione e se si rimane legati alle proprie origini, si finisce per morire, loro fortunatamente l’hanno capito e si stanno muovendo in questa direzione”.

Voi collaborereste con artisti hip hop?

“Io ho tanti amici internazionali con cui vorrei collaborare, prima di tutto con Vince Staples che ho conosciuto a Los Angeles l’anno scorso, ma anche con altri personaggi del panorama italiano, ma non lo farei come un progetto dance, sarebbe invece interessante da fare esclusivamente dal punto di vista del produttore. Un nome italiano che mi intriga molto è Samuel Heron, che tecnicamente ha qualcosa che gli altri non hanno, ha una ritmica di un altro livello, infatti abbiamo avuto modo di fare due chiacchiere e ci beccheremo in studio per provare a fare qualcosa insieme”.

Qual è stata l’evoluzione della musica dance?

“Io l’ho vissuta un po’ tutta, perché vengo dal rock dei centri sociali e ho vissuto quel panorama che poi si è evoluto nella musica dance. Ci sono stati dei personaggi che sono riusciti a rompere le barriere tra questi due mondi, il primo è stato Scrillex che ha portato tutti gli amanti del metal ad avvicinarsi al mondo dell’elettronica, poi c’è stato Bob Rifo dei Bloody Beetrosts, e tantissimi altri personaggi. La musica dance in sé si è evoluta passando da una scena dove il dj riusciva a fare l’effetto del cantante ovvero essere la pop star del momento e non finirà mai perché nomi come David Ghetta, Martin Garix, Bob Sinclair sono talmente solidi nella storia della musica che resteranno storici, a dividersi in tre grandi fazioni del mondo: l’Europa, l’America e l’Asia. Questi tre continenti vivono l’evoluzione della musica in maniera completamente diversa, perché quello che ora va qua, come l’ondata trap, in America c’è da dieci anni e in Asia ancora non è arrivata. L’evoluzione si deve analizzare sia nel complesso che nei vari settori. La musica dance si è totalmente trasformata dalla cassa dritta a una piega un po’ più trapposa, ma ora sta tornando indietro sulla techno. Questo è un bel momento per la musica elettronica, sono contento perché si era arrivati a un punto di saturazione talmente forte che non c’era più la voglia di sperimentare, di provare l’azzardo, di rilasciare una canzone magari non facile o con suoni strani e questa cosa per me è fondamentale perché porta all’evoluzione successiva”.

Voi fate molta sperimentazione nella vostra musica?

“Diciamo che prima di raggiungere una traccia finale, ci sono altre 80 demo prima di cagate che sono venute fuori in studio. La traccia finale è il risultato di una sperimentazione durata almeno 50 provini, poi ultimamente sto investendo molto su attrezzature strane e strumenti particolari con cui non penseresti mai di poter fare una canzone. Questo per me è fondamentale, perché contribuisce all’evoluzione che nella maggior parte dei casi nasce per errore, perché sbagli a fare qualcosa e fai proprio qualcosa che nessuno ha fatto prima”.

Com’è lavorare in due?

“Ha i suoi pro e contro, perché siamo entrambi forti nello stesso ambito e campo, ovvero la produzione e la scrittura della musica. Ultimamente io ho deciso di investire tempo e denaro per specializzarmi maggiormente sulla parte tecnica, sul mixaggio, sulla registrazione che mi ha da sempre affascinato. Il lavoro ora è diviso con una sezione di produzione portata avanti da entrambi i fronti in studio e con la parte tecnica che è sicuramente la più noiosa ma mi gasa molto”.

Avete in programma nuovi progetti e live?

“In questo momento stiamo lavorando molto in studio anche per altri artisti dal punto di vista delle produzioni, quest’estate abbiamo in programma un tour in Asia con cui toccheremo parte della Cina e del Giappone”.

Cosa significa per te Stay Brave?

“Lo intendo come un sii coraggioso, fai quello che gli altri non hanno il coraggio di fare”.

Dj Dolly Noire Lush & Simons Producer

← Older Post Newer Post →



Leave a comment

Please note, comments must be approved before they are published