Plant e la perseveranza nell'inseguire il suo sogno

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Plant, 18 anni, nato e cresciuto ad Altamura, un piccolo paese della Puglia dove la musica non è di certo l’occupazione primaria, sta facendo sentire la sua voce con perseveranza e costanza. Le due caratteristiche che, come lui stesso ci racconta, sono le costanti della sua vita e del suo carattere. Non importa ciò che fai, ma come lo fai, con quanta intensità lo fai, quanto ci credi, il numero delle volte in cui cadi e ti rialzi e vai avanti per la tua strada, inseguendo il tuo sogno, nonostante tutto e contro tutti.


Quando hai iniziato a fare musica?

“Nel 2015, ma più precisamente nel 2016 quando sono subentrati Soyle e Sunken i miei produttori e insieme abbiamo creato la nostra crew, l'H24, e abbiamo iniziato a fare le cose più seriamente. Sono sempre stato vicino alla musica perché già a 13/14 anni suonavo la chitarra, più che altro musica leggera, niente a che vedere con il rap. Mio padre, invece, suonava il piano in modo molto amatoriale, ma la musica mi ha sempre ispirato e ha sempre fatto parte della mia vita. Mi sono avvicinato al rap inizialmente tramite il freestyle, fino a trovare uno spazio mio a livello musicale, i miei pezzi, infatti, sono molto distanti dal rap, dalla trap e da tutto quello che sta uscendo ora”.

Come definisci la tua musica?

“Diciamo che quello a cui si avvicina di più è il Futurebass, quindi abbiamo deciso di etichettarla come Future trap e consiste nell’unire i suoni edm, quindi musica elettronica, alle tendenze del momento, come bassi trap, sint trap uniti a dei drop che, suonandoli in pista, ricordano la musica elettronica. Cerchiamo di rimanere al passo con i tempi, ma di farlo in chiave elettronica”.

Da cosa trai ispirazione per i tuoi testi?

“Non c’è qualcosa che mi ispira in modo particolare, mi lascio trasportare da qualsiasi cosa mi capita e dipende sempre dal tipo di pezzo che voglio scrivere. Se leggo qualcosa che mi piace, o guardo qualcosa in tv, anche in maniera inconscia, mi rimane. Sono sempre pronto a far entrare esperienze nuove, mi lascio ispirare da quello che mi succede, dalle sensazioni, dalle persone che mi sono attorno, da tutto quello che ascolto e vedo”.

I tuoi genitori come hanno vissuto la tua scelta di fare musica?

“Inizialmente non benissimo, perché vengo da un paese di 70mila abitanti e a livello di mentalità non si capiscono queste cose. C’è stato il rap ad Altamura, ma ora come ora chi sta lavorando in questo settore a meno di 100km da casa mia, sono solo io, quindi è molto difficile far capire qualcosa di nuovo. Considera che il mio paese è principalmente basato su altri tipi di lavori, non sull’arte e lo spettacolo. Io sto frequentando l’ultimo anno del Liceo Classico e i miei genitori quando hanno visto che mi sono buttato nella musica, hanno avuto un mezzo shock, le cose hanno iniziato a girare bene, ho iniziato a viaggiare per i concerti e non capivano cosa stavo facendo. Ultimamente, però, mio padre la sta vivendo meglio perché ha visto che la situazione sta diventando un po’ più seria”.

Secondo te cosa ci vuole oggi per emergere?

“Tanta costanza, perché il difficile non è emergere, ma rimanere. Dal punto di vista musicale bisogna avere il coraggio di fare qualcosa di diverso, perché adesso tutti spaccano, tutti sanno rappare, però sono in pochi quelli che con il passare degli anni rimangono, perché hanno portato qualcosa di nuovo, di vero e di innovativo. Oltre alla costanza e perseveranza, ci vuole un prodotto musicale proprio e nuovo”.

C’è un artista con cui vorresti fare un featuring?

“Secondo me, al momento il più forte in Italia è Tedua, lui mi piace molto. Con lui ho avuto modo di suonare un annetto fa quando era venuto in Puglia e dopo quell'esperienza non l'ho mai più visto, ma mi farebbbe piacere collaborare con lui, perché è uno che ha avuto il coraggio di osare e infatti il suo ultimo disco parla chiaro”.

Quando hai conosciuto Dolly Noire?

“Un anno fa tramite una mia amica che mi faceva avere qualche maglietta, poi mi sono sentito con Daniele che mi aveva detto di incontrarci quando sarei stato a Milano e poco tempo fa ci siamo visti. E’ stato bello conoscerlo, perché ,anche siete un po’ più grandi me, siete ragazzi come me che dal nulla siete arrivati a farvi rispettare parecchio nel vostro ambiente e settore”.

Cosa significa per te Stay Brave?

“Continuare a mettersi in gioco nonostante i risultati tardino ad arrivare, continuare a dire la propria e rimanere. Per me questo può significare anche perseveranza, che mi rispecchia al massimo”.

Dolly Noire Plant rap

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